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In gravidanza si può evitare il metal detector

  • On 7 Febbraio 2020
di Laura Coccia

Scusate l’assenza, ma negli ultimi mesi ero impegnata a portare avanti la mia prima gravidanza. Ora, ad un mese dalla nascita di Giacomo, torno a scrivere e a raccontare le mie esperienze in volo, a partire proprio da una delle ultime tratte che ho fatto.

Il viaggio era da Milano Malpensa a Bruxelles Zaventem con Ryanair i primi di luglio, a metà del terzo mese di gravidanza. Come sempre mi sono presentata ai controlli di sicurezza dove spesso viene chiesto alle persone disabili se riescono a camminare e se si preferisce passare attraverso il metal detector piuttosto che sottoporsi alla perquisizione manuale. Solitamente accetto la proposta anche per velocizzare la fila, anche perché non è raro che occorra attendere che si liberi un’addetta, ma in gravidanza è meglio evitare il metal detector se possibile. Quindi, ho risposto: “sono incinta, è meglio evitare l’esposizione ai raggi” sui volti dei miei interlocutori è comparso un evidente punto interrogativo che sembrava nascondere: “incredibile! Come è stato possibile?”. Esattamente come tutti gli altri esseri umani: l’ha portato la cicogna!

La richiesta di passare sotto l’arco metallico mi è stata ripetuta talmente tante volte che alla fine ho gridato: Sono Incinta! E non proprio con un tono di giubilo. Comunque mi hanno fatto passare facendomi fare la perquisizione manuale. Almeno ho vinto io!

Chiudo questo brevissimo racconto con un plauso a Ryanair (quando ci vuole, ci vuole). Ricordate la passeggera malata di tumore lasciata a terra all’aeroporto di Bologna perché era arrivata tardi al bancone a causa della fila lunghissima? Bene, al banco del check-in di Milano Malpensa c’è un cartello che avvisa tutti i passeggeri che i disabili passano nella fila priority anche con il biglietto comune.

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