Il soft power di Qatar Airways

  • On 24 Giugno 2020
Airbus A340 in atterraggio a Doha
di Stefano Campolo

Cosa se ne fa di una compagnia aerea globale un Paese poco più grande dell’Abruzzo e con metà della popolazione della Puglia? Compagnia peraltro acclamata da anni tra le migliori per qualità dei servizi e dei prodotti come certificano decine di premi assegnati da valutatori specializzati come Skytrax o Airlineratings. Il lockdown a cui è stato sottoposto il mondo occidentale per l’emergenza da Coronavirus ha fornito qualche risposta. Aiuta a comprendere, per esempio, quanto Qatar Airways sia strumentale allo sviluppo delle relazioni internazionali del piccolo emiato al centro di fortissime tensioni nella regione che hanno portato al suo isolamento da parte dei vicini Emirati Arabi, Arabia Saudita e Oman.

Mentre gran parte delle compagnie aeree hanno sospeso le operazioni tra la metà di marzo e l’inizio di giugno, Qatar Airways ha  continuato a far volare i propri aerei.Dalla sera alla mattina, ha affermato Thierry Antinori, a capo delle strategie di Qatar Airways in un’intervista ad Airlinerating:

“Doha è diventata il centro delle soluzioni mondiali per i rimpatri. Abbiamo ricevuto richieste di aiuto dai governi di tutto il mondo e abbiamo organizzato ogni genere di charter per riportare a casa le persone bloccate. Una volta per una società mineraria di Perth, in Australia, per portare a casa i lavoratori dal Madagascar, un’altro da Christchurch, Nuova Zelanda per Parigi, moltissimi voli hanno coinvolto il ritorno degli europei dall’Asia”.

Anche nel momento peggiore del lockdown la compagnia è riuscita a mantenere un programma e una rete robusti, senza mai scendere al di sotto delle 30 destinazioni. Per certe aree del pianeta è stata essenziale nel mantenere attive le reti di trasporto. In Australia, ad esempio, Qatar Airways ha assicurato il 45 per cento della capacità. Con 220 voli charter in aiuto di governi e aziende e un totale di 15 mila voli durante la crisi, Qatar Airways è diventata la compagnia aerea cruciale per il rimpatrio di 1,8 milioni di passeggeri e per l’approvvigionamento di interi continenti.

Secondo i dati dell’International Air Transport Association (IATA), Qatar Airways ha macinato oltre 1,3 miliardi di chilometri passeggeri (RPK) durante il mese di aprile, equivalenti al 17,8 per cento del mercato globale, oltre il triplo del suo concorrente più vicino e più delle successive quattro compagnie aeree messe insieme. Anche sul fronte merci Qatar Airways Cargo non si è mai fermata, garantendo capacità di trasporto a sostegno del commercio globale e il trasporto di forniture mediche e di aiuti essenziali in tutte le regioni.

Se non è un miracolo, poco ci manca, tenendo a mente che da tre anni il blocco dei Paesi del Golfo nei confronti del Qatar comporta l’impossibilità di utilizzare ben 18 aerovie e gli apparecchi per partire e arrivare a Doha sono costretti ad allungare i percorsi in modo considerevole.

Le restrizioni di accesso alle vie aeree hanno contribuito a studiare e sviluppare soluzioni alternative da parte della compagnia, che infatti è cresciuta del 35 per cento in tre anni. L’epidemia poi ha consentito di mettere a frutto l’esperienza maturata e in un periodo in cui gran parte dei vettori ha lasciato gli aerei a terra, Qatar Airways ha potuto soccorrere decine di governi alle prese con le richieste di rimpatrio dei propri cittadini sparsi nel mondo e consegnando migliaia di tonnellate di aiuti e dispositivi sanitari.

Il governo del Qatar ha in definitiva utilizzato la compagnia come elemento di soft power per facilitare relazioni internazionali e stringere alleanze indispensabili ad allentare la pressione e spezzare l’accerchiamento dei vicini.

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