Vorreste un biochip per viaggiare più facilmente?

di Stefano Campolo

Entro i prossimi 20 anni le persone che accetteranno di farsi impiantare un chip sottopelle e di essere costantemente controllate viaggeranno con maggiore libertà e facilità rispetto alle altre. Quella che in apparenza è la trama di un romanzo distopico sta scritta nero su bianco nel rapporto sul futuro dell’aviazione. Commissionato da IATA, l’associazione che raccoglie oltre 260 vettori aerei nel mondo ed eseguito dalla School of International Studies di Londra, lo studio prefigura quattro diversi scenari per anticipare i principali rischi e individuare le opportunità che le compagnie aeree potrebbero affrontare da qui al 2035.

La privacy e la fiducia, per esempio, potrebbero avere andamenti altalenanti in una continua tensione tra il potenziale offerto dai big data e da altre forme di sviluppo tecnologico – in termini di monitoraggio e commercializzazione delle persone e dei dispositivi – e la minaccia di frodi, cyber terrorismo e spionaggio.

Nello scenario “Nuove Frontiere”, caratterizzato da instabilità geopolitica ma grande accesso ai dati e alle informazioni, il tema della privacy e del controllo diventano rilevanti a causa della costante minaccia terroristica e di conflitti regionali. Il rapporto ipotizza che tutte le persone avranno un rating relativo alla sicurezza che sarà personalizzato e pubblico. Per aumentare questo rating sarà possibile impiantare nel proprio corpo un microchip e grazie a questo essere permanentemente sotto il controllo delle autorità. Le compagnie aeree tenderanno a far pagare maggiormente i voli con a bordo solo persone considerate “sicure” e offriranno ai passeggeri con un rating AAA+ particolari privilegi come, per esempio, l’accesso immediato ai gate o a bordo senza passare dai varchi sicurezza o file dedicate alle frontiere. Sempre secondo il rapporto dal 2032 a tutti i nuovi nati verrà impiantato un biochip sottopelle.

In questo possibile contesto IATA si chiede se le persone saranno disposte a rinunciare a quantità sempre maggiori di dati personali per ottenere benefici potenziali. La privacy e la sorveglianza dei dati saranno senza dubbio argomenti importanti poiché attraverso questi le persone ridefiniscono il loro rapporto con le aziende, con i governi e con gli altri. In un’era sempre più digitale e mediata dal software il rapporto tra riservatezza e sicurezza e il confine tra ciò che è dovuto sapere pubblicamente di ciascuno di noi e cosa no è argomento sempre più importante. Un ottimo approfondimento e numerosi spunti li ha offerti qualche anno fa Jaron Lanier con il suo saggio “Who owns the future”, pubblicato in Italia da Il Saggiatore con il titolo “La dignità ai tempi di Internet”.

«Ora che possiamo misurare, monitorare e analizzare tutte le informazioni che i clienti ci forniscono sulla loro esperienza, insieme a tutti i dati operativi associati al nostro settore, le opportunità di crescita sono infinite», spiega Andrew Parker di Qantas. «Le questioni sulla privacy saranno sempre un fattore decisivo», continua. «Garantire la riservatezza e la gestione corretta delle informazioni che i nostri clienti forniscono rimangono aspetti fondamentali, altrimenti le persone smetteranno di comunicarci i loro dati».

Per le compagnie aeree globali la riservatezza dei dati è la pietra angolare della fiducia, concorda il vice presidente di Datalex, Gianni Cataldo. «Nonostante le preoccupazioni, rileviamo che i consumatori sono disposti a condividere dati a fronte di uno scambio equo. Ad esempio, i pagamenti sono un’area particolarmente sensibile ai dati. Mentre estendiamo e valorizziamo nuove forme e metodi di pagamento, scopriamo che i consumatori condivideranno i dati se questo comportamento consente un’esperienza senza precedenti».

Chiaramente, il punto critico è ciò che costituisce uno scambio equo nella prospettiva del consumatore. I benefici, in sostanza, non possono andare solo a chi acquisisce i dati, ma devono esserne di certi, ben definiti e sensibili anche per il titolare delle informazioni.

«La fidelizzazione dei clienti si basa su offerte valorizzate e personalizzate che richiedono una comprensione dello scambio equo e un impegno costante a mantenere la sicurezza dei dati raccolti», conclude Cataldo.

Il “Futuro dell’aviazione 2035”  afferma che le compagnie aeree potrebbero essere profondamente colpite da fattori di cambiamento che possono ancora essere nascosti. Il rapporto ha individuato undici temi che riguardano la domanda del traffico aereo: geopolitica, dati, Africa e Asia-Pacifico, governo, sicurezza e frontiere, privacy e fiducia, modelli di business, economia, valori e comunità, ambiente e tecnologia. Questi fattori sono stati esplorati nel contesto di quattro scenari potenziali; nuove frontiere, futuro sostenibile, guerre delle risorse e piattaforme. Gli scenari prevedono risultati diversi per il mondo. Uno esplora lo spostamento verso l’orientamento del potere, l’altro prevede lo sviluppo della sostenibilità ambientale ed economica come fattore di prosperità, un terzo prevede una guerra sulle risorse e lo scenario finale valuta un mondo dominato dalle agende delle élite globali.

Si tratta di sfide e opportunità attuali per l’industria aerea e, anche se lo studio rende questi scenari estremi, il futuro più probabile combinerà elementi di tutti e quattro.

 

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