Un anno difficile per Ryanair

  • On 6 Agosto 2019
di Stefano Campolo

Dopo il calo del 21 per cento dei profitti registrato nel secondo trimestre, Ryanair potrebbe andare verso una riduzione dei posti di lavoro. In un video messaggio ai dipendenti, rimbalzato sui media internazionali, l’amministratore delegato Michael O’Leary ha detto che un taglio della forza lavoro è “inevitabile” e che un annuncio potrà arrivare entro fine agosto. O’Leary ha affermato che la compagnia aerea farà il massimo per minimizzare l’impatto, senza quantificare esattamente quante potrebbero essere le uscite, ipotizzando una cifra attorno a 1.500 persone, tra piloti e assistenti di volo.

La compagnia irlandese lamenta la messa a terra del Boeing 737-MAX dopo gli incidenti in Indonesia e in Etiopia in cui sono morte 346 persone e cita i rischi della crescente possibilità che il Regno Unito esca dall’Unione europea senza un accordo definito. Ma è soprattutto la guerra tariffaria in corso in Europa a pesare sul bilancio di Ryanair che registra un calo del 21 per cento dell’utile netto, a 243 milioni, a causa della riduzione dei prezzi dei biglietti aerei, di carburante più costoso e un aumento dei costi del personale. Il gruppo composto da quattro compagnie (l’irlandese Ryanair, l’austriaca Lauda, la maltese Malta Air e la polacca Buzz) ha ancora registrato un aumento dell’11 per cento del  traffico passeggeri a 42 milioni di passeggeri, aprendo quattro nuove basi di cui due in Francia (Bordeaux e Marsiglia). Il fatturato è aumentato di conseguenza dell’11%, a 2,31 miliardi di euro. Ma Ryanair ha accusato un calo del 6 per cento dei prezzi medi delle tariffe aeree, a causa della forte concorrenza nel settore del trasporto a corto raggio in Europa, anche se ha beneficiato di un aumento dei ricavi ancillari, le entrate extra come la vendita di posti prioritari, bagagli e snack a bordo. Aumentato di quasi un quarto il costo del carburante, con spese aggiuntive per 150 milioni di euro, mentre non sono quantificati, ma significativi, i maggiori costi finanziari per il personale a cui il gruppo ha dovuto fare numerose concessioni dopo gli scioperi dell’anno scorso.

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