Tempi minimi di connessione, cosa sono e perché sono importanti

  • On 20 Agosto 2019
L’interno dell’aeroporto di Praga con le indicazioni dei gate
di Stefano Campolo

Nei giorni scorsi dovevo prenotare un volo da Venezia a Catania per settembre. Per una serie di ragioni ho scelto Alitalia che però non ha un servizio diretto e quindi dovrò fare scalo a Fiumicino. Ho cominciato a guardare online sul sito ufficiale della compagnia italiana alla ricerca di una soluzione che mi consentisse di arrivare in aeroporto a Venezia non troppo presto – la sveglia alle 4 del mattino è sempre un trauma – e allo stesso tempo atterrasse a Catania non oltre la metà mattina. Con il volo delle 7.20 potrei arrivare a Catania a mezzogiorno in punto, cambiando a Roma con arrivo nella capitale alle 8.30 e riprendendo il volo AZ 1739 delle 10.45 per la Sicilia. Però, ho pensato, due ore e mezza di attesa in aeroporto sono troppe, vuoi che non ci sia un volo prima per una delle dieci relazioni più trafficate in Europa? Faccio una ricerca impostando come aeroporto di partenza Roma e di destinazione Catania e voilà, ecco il servizio AZ 1731 che parte alle 9.05 e arriva alle 10.20. Risparmierei un’ora e quaranta minuti, non proprio poco, accorciando il viaggio a tre ore nette invece delle 4 e 40 dell’itinerario offerto da Alitalia. Ma perché il sistema informatico della compagnia aerea non me lo propone?

Qui entrano in gioco i tempi minimi di connessione, cioè l’intervallo di tempo minimo necessario al trasferimento di un passeggero e dei suoi bagagli da un volo in arrivo a uno in connessione (MCT – Minimum Connecting Time in inglese). È un’unità di misura codificata e prevista dalla IATA, l’associazione internazionale delle compagnie aere, è stabilita dalle singole linee aeree ed è anche una clausola contrattuale. Per questo, con un unico biglietto che prevede due tratte, se il primo volo arriva in ritardo e il passeggero perde la coincidenza, sarà responsabilità della compagnia aerea prenotare un nuovo volo (in gergo ‘riproteggere’) per consentirgli di arrivare a destinazione o farsi carico delle spese di assistenza o dare una compensazione. Gli orari ufficiali e tutti i sitemi di vendita diretti o indiretti – come le biglietterie aeroportuali o le agenzie di viaggio – tengono conto dei tempi minimi di connessione previsti dalle compagnie aeree per ciascun aeroporto e non possono vendere voli in coincidenza in un certo aeroporto con attese inferiori al tempo minimio di connessione.

Il sistema è collaudato da tempo, la IATA ha un apposito manuale per la gestione dei tempi minimi di connessione da parte delle compagnie aeree e degli aeroporti, che aggiorna annualmente. È inoltre semplice e sicuro. Il viaggiatore non deve fare nulla se non attenersi alle offerte commerciali che, come abbiamo visto, calcolano in automatico i tempi minimi e, nel caso perda la coincidenza, sarà cura della ompagnia aerea trovargli una sistemazione adeguata.

Le limitazioni con le compagnie Low Cost

L’intero sistema funziona con le compagnie tradizionali che adottano un modello di business conosciuto come ‘hub & spoke‘, cioè con un aeroporto centrale dove arriva e parte la maggior parte dei collegamenti. Fiumicino è l’hub di Alitalia che infatti non ha un volo no stop da Venezia alla Sicilia, ma ha diversi voli da Venezia a Roma e da qui a Catania o Palermo. I vettori Low Cost invece funzionano essenzialmente con collegamenti da punto a punto, quindi effettuano quasi esclusivamente voli diretti da una città all’altra. Ryanair, per esempio, pur avendo avviato una sperimentazione nel 2017 offre voli in connessione solo attraverso tre aeroporti in tutta Europa, Bergamo, Roma Fiumicino e Porto (qui sotto un esempio con partenza da Salonicco e destinazione Alicante o Barcellona via Bergamo).

In questi rari casi, il biglietto è unico, il traferimento dei bagagli avvien a cura della compagnia, il viaggiatore rimane ‘airside’ nell’aeroporto di trasferimento, ovvero nell’area transiti e in caso di ritardo o cancellazione del primo volo, Ryanair sarà tenuta a trovare una soluzione per consentire al passeggero di raggiungere l’aeroporto finale di arrivo. Per tutte le altre opzioni, viaggiando con Ryanair tra due città non collegate direttamente, sarà necessario fare due prenotazioni e due biglietti differenti. Per andare da Napoli a Billund, in Danimarca, bisognerà fare un biglietto dal capoluogo campano a Londra Stansted e da qui alla città danese, entrambi con Ryanair. Da notare che ovviamente in questo secondo caso Ryanair è responsabile solo per le singole tratte Napoli-Londra e Londra-Billund, senza contare che chi ha i bagagli imbarcati dovrà, nell’ordine, varcare la frontiera per entrare in Gran Bretagna, recuperare le valigie ai nastri di Stansted, reimbarcarli sul volo per la Danimarca, rifare i controlli di sicurezza e passare nuovamente la frontiera per uscire dal Regno Unito e accedere ai gate di imbarco.

La seconda principale compagnia Low Cost europea, easyJet, non opera voli in connessione sui voli interni europei, mentre offre coincidenze sui collegamenti intercontinentali grazie alla partnership con 17 linee aeree, tra cui Cathay Pacific, Emirates, Norwegian e Singapore Airlines. Voli che vende da un sito web dedicato e che consentono di acquistare un unico biglietto dall’Italia verso Nord e Sud America, Asia, Caraibi e Medio Oriente. Tutta l’offerta tiene conto dei tempi minimi di connessione.

Come conoscere i tempi minimi di connesione

Come ho scritto sopra, i tempi minimi di connessione sono calcolati automaticamente dalle compagnie aeree nei loro sistemi di vendita. Non esistono siti web con elenchi di dati liberi per aeroporto o per compagnia. Tuttavia, è possibile attraverso un qualsiasi motore di ricerca farsi un’idea dei tempi di trasferimento necessari in ciascun aeroporto. Basta avere l’accortezza di prendere con le dovute cautele le informazioni ed essere consapevoli che non hanno alcun valore legale. Quindi se si perde la coincidenza perché ci si è basati su informazioni recuperate in rete non si ha diritto ad alcuna compensazione o riprotezione. Nei piccoli aeroporti, in particolare in Scandinavia, il tempo minimo di conenssione può arrivare a soli 10 minuti. In Germania, nel gigantesco Francoforte o nel comunque grande aeroporto di Monaco il massimo MCT è di 45 minuti, sia per i voli nazionali sia per quelli internazionali. L’olandese Schiphol è poco distante, con un tempo minimo di connessione di 50 minuti su qualsiasi volo. Gli aeroporti con molti terminal e distanti tra loro difficilmente hanno tempi minimi di connessione bassi. A Londra, tra i terminal 4 e 5 di Heathrow, l’MCT è di 1 ora e 45 minuti, a Madrid alcuni collegamenti arrivano a 2 ore e 45 minuti. Ovviamente è possibile aggirare l’ostacolo, per esempio comprando due biglietti separati all’orario che si preferisce, ma se le cose vanno male con il primo volo, non sarà possibile ricevere alcuna compensazione, risarcimento o riprotezione.

OAG, azienda britannica specializzata nella gestione dei dati nel settore dell’aviazione, offre un elenco di oltre 100 mila tempi di connessione aggiornato quotidianamente. È una soluzione riservata agli specialisti del settore e agli addetti ai lavori, con decine di migliaia di dati differenti e solo una parte minima di reale interesse per i viaggiatori. Inoltre, il costo di abbonamento è di qualche migliaio di euro l’anno. Molto più accessibile, anche se probabilmente meno accurato, il servizio di ExpertFlyer, che consente di controllare le tariffe pubblicate e di programmare degli avvisi per un costo massimo di 99 dollari l’anno. ExpertFlyer pubblica anche i tempi minimi di connessione e, cosa non secondaria, è possibile consultare il servizio in prova gratuita per cinque giorni, senza la necessità di lasciare i dati della carta di credito, basta un indirizzo di posta elettronica e si entra nel sistema.

Così, mi sono iscritto per la prova gratuita e sono andato a vedere le connessioni previste a Fiumicino da Alitalia.

Come immaginavo, il tempo minimo tra l’atterraggio di un volo e la partenza di un altro è di un’ora e 45 minuti per i voli nazionali.

Da notare che il tempo minimo di connessione standard, mostrato dalle prime tre righe (online significa la stessa compagnia in partenza e in arrivo, offline invece indica una coincidenza con due compagnie diverse) evidenzia 45 minuti per i voli nazionali (D/D) o internazionali (I/I) sia in arrivo che in partenza e un’ora per i voli da internazionale a nazionale e viceversa (I/D e D/I). Alitalia invece ha impostato il tempo minimo a 1 ora e 45 minuti anche per i voli domestici che partono tutti dallo stesso terminal. Una cautela in più che si riflette sulle possibilità di prenotazione. È il motivo per cui Alitalia dal suo sito o nelle biglietterie non mi vende il volo delle 9.05 per Catania in connessione con quello che arriva alle 8.30 da Venezia.

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