Niki Lauda, bandiere a scacchi e aerei

  • On 25 giugno 2018

Niki Lauda presenta Laudamotion
di Stefano Campolo

La passione di Niki Lauda per l’aviazione è seconda solo a quella per i motori. All’alba dei settant’anni l’ex campione di Formula 1 a marzo 2018 ha avviato le operazioni commerciali con la sua terza compagnia aerea. LaudaMotion, questo il nome scelto, si inserisce nel mercato europeo delle low cost con base principale a Vienna e basi sussidiarie a Berlino e Dusseldorf per servire una trentina di destinazioni stagionali nel bacino del Mediterraneo, alle Canarie e nel nord Europa. La compagnia è entrata fin dall’inizio dell’anno nell’orbita di Ryanair che a febbraio ha annunciato l’acquisizione del 24,9 per cento della proprietà con l’intenzione di salire al 75 per cento, previa approvazione dell’antitrust europea.

Chi è sotto i quaranta probabilmente associerà il nome Lauda agli aerei e alle vacanze low cost, più che alle auto di Formula 1. E magari si sarà fatto l’idea che quelle rughe intorno agli occhi azzurri siano i segni del tempo e non dell’incidente dove il 1 agosto 1976 al Nürburgring rischiò di perdere la vita. Ma Lauda non è uomo facile, neppure con se stesso e contro ogni previsione dopo sei settimane, dolorante, incerottato e con il volto consumato dalle fiamme era di nuovo a bordo della sua Ferrari per il Gran Premio d’Italia a Monza.

L’ultima volta che guidò una monoposto fu il 3 novembre del 1985 sul circuito di Adelaide per il primo Gran Prix d’Australia a bordo di una McLaren. Lo stesso anno comincia la sua avventura nell’aviazione commerciale. A essere precisi Lauda ha abbinato il proprio nome alle imprese aeronautiche fin dal lontano 1979. Data aprile di quell’anno la nascita di Lauda Air, con l’acquisizione della licenza per voli charter di Alpair Vienna per 5 milioni di scellini. La compagnia inizia a volare con due Fokker F.27 Friendships offrendo servizi charter e di aerotaxi. Il mercato interno è però è troppo piccolo per consentire a un secondo operatore di crescere affianco ad Austrian Airlines. Per questo Lauda a metà degli anni Ottanta acquisisce una licenza di vettore commerciale per voli di linea e richiede quella per operare in ambito internazionale che ottiene a fine 1986, stabilendo di fatto la fine del monopolio di Austrian Airlines sul lungo raggio da Vienna. Il primo volo internazionale viene effettuato il 7 maggio 1988 sulla relazione Vienna – Hong Kong (all’epoca l’aeroporto era lo scenografico Kai Tak con atterraggio in mezzo ai grattacieli) via Bangkok. A servire la tratta, una volta la settimane, era un Boeing 767-300ER con capacità di 235 passeggeri, a cui si aggiunsero negli anni successivi i collegamenti con Sydney e Melbourne in Australia, con il Brasile, con Miami e Los Angeles negli Stati Uniti. In pochi anni la flotta aumentò potendo contare su quattro B737-300 per il corto e medio raggio e altrettanti B767-300 per il lungo raggio.

Lauda gestiva in prima persona la compagnia e spesso pilotava i propri aerei ed era riuscito a imprimere uno stile inconfondibile a bordo. Agli albori della deregulation del mercato dell’aviazione in Europa, fu infatti il primo a concentrarsi su quella che oggi chiameremmo “esperienza di viaggio”. Ha cercato fin dalla fine degli anni Ottanta di differenziare il servizio e di attirare i passeggeri offrendo qualità: a cominciare dal catering con la cucina del rinomato ristorante DO & CO del centro di Vienna dotato di piatti in porcellana di forma triangolare. Anche il personale della compagnia si distingueva con uniformi considerate stravaganti, accessoriate dai cappelli da baseball rossi e i jeans che lui stesso indossava. I suoi aerei venivano battezzati con i nomi di grandi artisti, cantanti e star del cinema tra cui Elvis Preseley, Ernest Hemingway, Ray Charles, Pablo Picasso e uno immancabilmente dedicato a Enzo Ferrari.

Caratteristiche che hanno contribuito al successo della compagnia aerea che abbinava la qualità del servizio a tariffe ridotte. Se nel 1985 i passeggeri trasportati furono poco più di 95 mila, due anni più tardi si attestarono a quasi 240 mila con un aumento del 150 per cento e dieci anni dopo divennero un milione e mezzo. Ottenuta la licenza per voli di linea in Europa nell’agosto del 1990, Lauda Air ruppe un secondo monopolio di Austrian Airlines, aprendo la tratta tra Vienna e Londra (Gatwick) servita cinque volte la settimana con un B737-300.

La crescita di Lauda Air non è passata inosservata e fu alla base della collaborazione avviata da Lufthansa a partire dal 1992. La concorrenza con Austrian Airlines è stata sempre dura, comunque. Per tentare di eluderla e di mantenere fattori di riempimento (Load factor) positivi, Lauda da inizio anni Novanta ha cominciato a operare aerei più piccoli, i CRJ-100 da 50 posti in partenza da Barcellona, Madrid, Ginevra, Manchester e Stoccolma. Dal 1995 Lauda Air inaugurò un secondo hub europeo, a Milano-Malpensa, sempre in collaborazione con Lufthansa, che nel frattempo aveva acquisito il 39 per cento della compagnia.

La deregolamentazione in atto nei cieli europei aveva però cambiato le regole del gioco. Era impossibile sopravvivere per due vettori con la medesima base, Vienna, e un modello di esercizio molto simile. Già dal 1996 la collaborazione tra Austrian e Lauda si concretizzò con voli operati in code sharing e l’anno successivo la coooperazione venne ampliata e formalizzata con l’Austrian Airlines Group a cui si aggiunse la Tyrolean Airways. Ciascun vettore continuò a operare all’interno della propria nicchia di mercato. Austrian è rimasta la compagnia di bandiera sui mercati a medio e lungo raggio, mentre Tyrolean serviva le destinazioni nazionali e regionali con piccoli turboelica. Lauda Air, pur mantenendo inizialmente i suoi voli asiatici e australiani, si concentrò principalmente sulle destinazioni charter orientate al tempo libero.

Sono dell’anno 2000 i primi passi verso l’integrazione con il marchio Austrian Airlines e successivamente con la ratifica di contratti di equipaggio forniti da Lauda Air alla compagnia di bandiera e uno degli aerei della prima ridipinto in livrea Austrian a partire dal 2004. In poco tempo Lauda Air è stata trasformata in una compagnia charter con aerei configurati in classe unica, economy ad alta densità, e una flotta ristretta di Boeing 737 e Airbus A-320.

Nel corso della sua storia, ha operato cinque tipi di velivoli, tra cui 12 CRJ-100, che alla fine sono stati gestiti da o venduti a Austrian Arrows, Tyrolean Airways, Lufthansa CityLine e Air Littoral. Ha anche volato quasi tutte le versioni del Boeing 737, compreso il singolo 737-200 affittato da Transavia Holland all’inizio della sua attività, tre 737-300, tre 737-400, due 737-600, due 737-700, sette 737-800, undici 767-300ER, tre 777-200ER e due Airbus A320.

Lauda Air ha subito un incidente fatale nel 1991, quando un B767-300 in arrivo da Hong Kong si schiantò sulla pista di Bangkok a causa di un problema a uno dei motori. L’incidente causò la morte di tutti i 213 passeggeri e dei dieci membri dell’equipaggio. La compagnia ha cessato di esistere formalmente il 1 luglio 2012 quando è stata completamente assorbita da Austrian Airlines.

Niki Lauda, tuttavia, non era più al timone dalla sua creatura da diverso tempo, e già dal 2003 aveva acquisito una nuova licenza aerea per fondare Niki che con una flotta di 30 aerei divenne presto una sussidiaria di Air Berlin. Fly Niki si specializzò come low cost intra europea con servizi di corto e medio raggio, operando sette Embraer E 190 da 112 posti, tre Airbus A-319 da 150 posti (nei colori Air Berlin) e nove Airbus A-320-200 da 180 posti. Fly Niki trasportava cinque milioni di passeggeri l’anno e divenne il secondo più grande operatore con base a Vienna, rinnovando così la concorrenza ad Austrian Airlines. Anche Fly Niki tuttavia è rimasta incagliata dal collasso di Air Berlin nell’autunno 2017. La successiva decisione della Commissione europea di non approvare la fusione con Lufthansa ha lasciato in sospeso Niki. Lauda però non si era arreso dopo l’incidente del 1976, tanto che aveva continuato a correre in Formula 1 fino al 1985, non si sarebbe arreso neppure questa volta. Con un colpo di teatro dei suoi, in poche settimane è riuscito ad acquisire la licenza di Amira Air (fondata nel 2004), l’ha ribattezzata Laudamotion e con questa ha vinto la gara nei confronti del gruppo IAG (British Airways, Iberia, Aer Lingus, Vueling) per riappropriarsi della vecchia Niki. Laudamotion è la sua terza compagnia aerea, tante quante i mondiali vinti alla guida di una monoposto.

A marzo 2018 l’avvio delle operazioni e l’ingresso di Ryanair che ha messo 100 milioni di euro e reso disponibile la piattaforma informatica per il sistema di prenotazione online. Nel momento in cui scriviamo i prezzi di Laudamotion sono tra i più bassi d’Europa.

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