Mauro Moretti, 871 mila euro per farci viaggiare così

  • On 3 Settembre 2013
Le condizioni abituali in cui viaggiano i pendolari italiani
di Stefano Campolo

L’amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, percepisce 871 mila euro lordi l’anno. Moretti e’ uno dei manager italiani piu’ pagati. Proviene dalle file del sindacato, la Cgil, di cui fu segretario della sezione trasporti dal 1986 al 1991. Il passato da dirigente di spicco del sindacato non gli ha impedito la possibilita’  di fare carriera come manager e di guadagnarsi la fiducia di tutti i governi che si sono succeduti dal 2001 a oggi. Prima amministratore delegato di RFI – Rete Ferroviaria Italiana dal 2001 al 2006, quindi amministratore delegato del gruppo. Incarico quest’ultimo, recentemente confermato.

I meriti di Mauro Moretti come amministratore delegato del gruppo FS sono sostanzialmente due: 1) aver prodotto bilanci in attivo per la prima volta nella storia delle ferrovie italiane; 2) gestire con il massimo di efficienza possibile i 16 mila 500 chilometri di ferrovie italiane, con poco piu’ di 70 mila ferrovieri. Il dato sembra particolarmente sorprendente se comparato alle ferrovie tedesche e francesi. Oltralpe la DB gestisce circa 34 mila chilometri di ferrovie con 193 mila dipendenti, mentre la SNFC ha in carico 31 mila chilometri di ferrovie su cui corrono 15 mila treni giorno con quasi 200 mila dipendenti.

In realta’  c’e’ poco da sorprendersi, soprattutto in positivo. Primo, perche’ Moretti ha di fatto  smantellato il settore merci e cargo gestito da Fs. Secondo perche’ le condizioni di viaggio degli italiani in questi anni sono peggiorate considerevolmente, come puntualmente riportato da ricerche autorevoli, compresa quella di Legambiente, intitolata Pendolaria. L’esperienza quotidiana dei milioni di italiani che si spostano con treni ordinari e non con l’alta velocita’ e’ atroce: carrozze sporche, rotte, vecchie, senza gabinetti, sovraffollate, prive di aria condizionata.

Questa mattina, le condizioni di un treno regionale da Trieste a Venezia non in orario di punta erano quelle illustrate dalle foto in alto e qui sotto.

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Inoltre, l’utilizzo di carrozze a salone e non a compartimenti espone i viaggiatori all’ordinaria maleducazione. Infinite conversazioni al cellulare, musica ad alto volume, serie tv, videogiochi e odori e umori, con Trenitalia tutto si condivide in una logica molto “social”. Un sistema che pero’ trasforma l’ordinario cittadino in bestia arrabbiata pigiata dentro un carro bestiame. Per non parlare delle sedute, accorciate per rendere piu’ scomodo il viaggio dei pendolari e i tempi di percorrenza allungati ad arte per evitare a Trenitalia le multe delle Regioni. Cosi’, la velocita’  commerciale delle tratte servite dai treni regionali e’ oggi comparabile a quella degli anni Cinquanta.

In conclusione, le Fs sembrano voler punire chi sceglie il treno come modalita’  di trasporto. Allo stato, che controlla il gruppo FSI attraverso il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze i contribuenti italiani dovrebbero cominciare a chiedere come siano giustificabili gli emolumenti riconosciuti all’amministratore delegato delle FS, che superano di piu’ del doppio quanto prende il comandante in capo degli Stati Uniti d’America, il presidente Barak Obama. Soprattutto alla luce di risultati tanto scadenti.

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