Il sedile più odiato sarà il più ambito

  • On 6 Agosto 2019
Come si presenta il corridoio della cabina con il sistema di rientro dei sedili (photo credit Molon Lab Seating)
di Stefano Campolo

No, il 24E no, accidenti. Eppure la carta di imbarco non mente. Vi siete dimenticati di controllare il posto assegnato durante la procedura di check-in e solo ora che state per salire a bordo realizzate di essere stati assegnati a un posto in mezzo. Quella E, accanto al numero che indica la fila, mostra la posizione del posto. Negli aerei a corto e medio raggio con configurazione di sei sedili per fila, tre per ogni lato del corriodio, guardando la direzione di volo dell’aereo sulla parte sinistra della cabina i posti sono contrassegnati con le lettere A, B e C che significano rispettivamente finestrino, in mezzo e corridoio. A destra invece i contrassegni sono le lettere D, E ed F che stanno per corridoio, in mezzo e finestrino. Negli aerei a lungo raggio le lettere cambiano a seconda della compagnia, del velivolo e della configurazione. Per avere una discreta approssimazione il consiglio è di consultare il sito seatguru.com dove sono indicate le configurazioni di molti aerei, ma a patto di non prenderla per oro colato, perché specie per le compagnie più piccole e per quelle che hanno centinaia di aerei uguali, vedi Ryanair o easyJet, le mappe sono molto imprecise, rifacendosi alle specifiche di fabbrica.

Quindi con la E vi siete beccati l’odiato sedile che non è accanto al finestrino da cui perdervi osservando le nuvole e neppure vicino al corridoio per fare due passi prima dell’arrivo. Starete una o più ore stretti tra due sconosciuti a combattere per ogni millimetro di bracciolo disponibile sperando che i passeggeri ai lati siano educati e gentili e vi lascino qualche centimetro di spazio vitale; in cima o in coda, poco fa, pur di ottenere una parvenza di comodità. In alternativa vi preparate a una guerra psicologica e di nervi, molestando con i gomiti gli invadenti vicini, ma senza darlo a vedere, fino a farli desistere dall’appoggiare l’avanbraccio su quell’esile striscia di metallo ricoperata di plastica teatro di battaglie sfinenti. Ma potreste essere voi a perdere, specie se chi vi sta accanto è alto e grosso, più che per timore per il fatto che semplicemente non sta dentro la larghezza standard del sedile di classe economica (43 centimetri sugli aerei a corridoio singolo, 44 o 45 su quelli più grandi) e passare un paio d’ore con i gomiti serrati sulle costole. Qualunque sia l’atteggiamento, vi rimproverate la disattenzione per non aver scelto un posto migliore e vi rassegnate al peggio.

In futuro, il disappunto potrebbe essere archiviato nel comparto dei ricordi spiacevoli, di quando si viaggiava scomodi, abbarbicati gli uni agli altri, a stretto contatto con un’umanità densa e talvolta sudata. Un’azienda statunitense ha studiato un nuovo tipo di fila con tre sedili che promette di eliminare tutti gli inconvenienti della seduta centrale. S1 Space Seat è il nome del prodotto elaborato da Molon Lab Seating – impresa con base in Colorado – ed è una fila di tre sedute della larghezza di 45 centimetri ciascuna. Il sistema ideato da Molon è un meccanismo che con un solo movimento permette al sedile centale di scivolare in basso e poi indietro di qualche centimetro, liberando il passeggero dalla morsa degli altri due sedili e regalandogli la bellezza di 8,3 centimetri in più, cioè in tutto 53,3 centimetri che è la misura standard della larghezza dei posti in business class. Inoltre, i braccioli sono costruiti con due altezze, più bassa per lasciare posto ai gomiti vicino allo schienale e più alta di un paio di centimetri verso l’estremità opposta, dove in genere si appoggia l’avanbraccio. Di conseguenza anche i viaggiatori seduti al finestrino e sul corridoio guadagnano un po’ di spazio rendendo tutti più liberi e, si spera, meno nervosi.

L’ente di regolazione dell’areonautica statunitense, la FAA, ha certificato il prodotto S1 per i voli a corto raggio e Molon Lab ha annunciato di aver concluso un accordo con una compagnia per allestire 50 aerei nei prossimi mesi e intanto lavora per ottenere la certificazione e quindi l’autorizzazione a utilizzarle, delle sedute S2 chiamate Staggered Seat destinate agli aerei che coprono le lunghe distanze. Questi sedili hanno sempre il posto centrale che scivola all’indietro e sono dotati di schermi giganti per l’intrattenimento a bordo: quelli laterali saranno di 15,6 pollici l’equivalente di quello del portatile da cui sto scrivendo ora. Invece quello centrale… indovinato, sarà ancora più grande, pari 18,5 pollici cioè come la maggior parte degli schermi dei computer utilizzati negli uffici di tutto il mondo.

È già pronto, ma sarà sviluppato e certificato in una fase successiva un altro innovativo tipo di seduta, la S3 – Side-Slip Seat che combina le caratteristiche del posto centrale più spazioso con la possibilità di far rientrare il sedile di corridoio verso l’esterno della cabina di quasi due terzi durante le operazioni di imbarco e di sbarco. Una soluzione che sarebbe apprezzata dai passeggeri e benedetta dalle compagnie aeree. Con la larghezza del corridoio quasi raddoppiata i tempi per far salire a bordo e far scendere i viaggiatori si ridurrebbero significativamente, con un impatto diretto su minori ritardi e dunque sui conti delle linee aeree. Questo tipo di seduta è stata progettata in modo specifico per le compagnie low cost.

Le innovazioni promesse dovranno comunque superare la prova dei consumatori. Se accolte favorevolmente dal pubblico, nel giro di pochi anni soppianteranno le attuali poltrone e configurazioni in cabina economica e assisteremo alla corsa per accaparrarsi i più larghi e comodi posti centrali. Le compagnie aeree faranno soldi vendendo i posti centrali di ogni fila anziché quelli delle prime file. Altrimenti continueremo a dannarci per non aver aquistato per pochi euro un posto A o F, cioè di finestrino.

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