Cagliari: aumentano i passeggeri, diminuiscono i gabinetti

L’interno dell’aerostazione di Cagliari
di Stefano Campolo

Con un annuncio trionfale, squilli di trombe e dichiarazioni entusiastiche, la società di gestione dell’aeroporto di Cagliari ha annunciato di aver superato a luglio 2017 il record di passeggeri transitati nello scalo di Elmas. Sono stati 537.045, il miglior risultato di sempre, afferma il comunicato della Sogaer, con un incremento del 13,80 per cento rispetto al luglio dello scorso anno.

Casualmente, ho contribuito al raggiungimento del record prontamente divulgato alla stampa. Con me, anche alcuni familiari e amici che tra arrivi e partenze, sono transitati dal “Mameli” in sei giorni differenti della prima metà di luglio. Come cittadino sono francamente contento dell’aumento dei passeggeri registrato a Cagliari. La Sogaer Spa, società controllata al 94,35 per cento dalla locale Camera di Commercio e con un capitale pubblico complessivo superiore al 95,1 per cento ha un estremo bisogno di aumentare i volumi di traffico. Il bilancio 2016 approvato a giugno scorso, a dispetto del solito comunicato dai toni trionfalistici, riporta un utile ridotto a quasi un quarto rispetto all’anno precedente per un totale di 479.936 euro nel 2016 contro 2.109.011 euro nel 2015 (strano che nel sito di Sogaer Spa il collegamento alla pagina dei bilanci non funzioni). Cifre nemmeno paragonabili ai 7,1 milioni di utile registrati nel 2012, anche se in quel caso, come ha sottolineato l’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione in una propria indagine sulla gestione aeroportualedall’analisi effettuata sui bilanci dei gestori aeroportuali è emerso che in molti casi il risultato positivo sembra derivare dalla contabilizzazione di contributi pubblici, in particolare: utile di 7,1 mln comprende 14,7 milioni per la voce “Altri ricavi e proventi”, costituita per la maggior parte da contributi in conto esercizio e contributi in conto capitale“.

Come utente della struttura, invece, sono rimasto un po’ meno soddisfatto. Soprattutto perché al piano partenze, prima dei varchi sicurezza per intenderci, in tutti i sei giorni in cui mi è capitato di passare dal “Mameli” era funzionante un unico blocco di servizi igienici, quello sul lato sud, per altro in condizioni penose in quanto a pulizia e struttura generale. Maleodorante e sporco, con numerose scrostature ai muri, buchi alle paretine divisorie, il rotolo asciugamani rotto e lurido e ruggine evidente nelle parti in metallo, il servizio riservato agli uomini vantava due delle tre porte dei gabinetti rotte (una era addirittura scardinata dal montante nella parte inferiore). Impossibile utilizzare il blocco nord. Davanti alla porta campeggiava un laconico cartello che indicava “pulizie in corso”, pur non essendoci alcun segno di attività umana, fosse questa dedicata alle pulizie o a lavori.

Nel commentare il nuovo record di passeggeri di luglio, Gabor Pinna, presidente di Sogaer ha dichiarato: “Siamo estremamente soddisfati per il risultato storico raggiunto. Ora dobbiamo lavorare per consolidare il traffico su tutti i 12 mesi”. C’è da auspicare che, tra un comunicato stampa e l’altro, trovi persino il tempo di far sistemare i gabinetti, se non altro per rispetto verso i quasi 4 milioni di passeggeri, molti dei quali stranieri, in transito dall’aeroporto sardo.

 

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