Bagaglio in cabina? Meno facile di quanto sembri

di Stefano Campolo

Riuscire a portare il bagaglio a mano in cabina sta diventando sempre più difficile. Vuoi per i costi necessari a imbarcare la valigia in stiva, in particolare con le compagnie Low Cost, vuoi per l’abitudine ormai consolidata di “viaggiare leggeri”, un numero crescente di passeggeri si contende lo spazio delle cappelliere. Talvolta, il risultato della corsa a sistemare il trolley sopra la propria testa, sfocia in dissapori quando no in liti aperte tra i viaggiatori. Quasi sempre rallenta le operazioni di imbarco e carica di maggior lavoro il personale di cabina nella fase di volo in cui è maggiormente occupato. Gli assistenti di volo devono, tra le altre cose, controllare che il numero di passeggeri a bordo corrisponda con quello passato al check-in e al gate, verificare le condizioni di sicurezza di tutte le persone a bordo (cinture di sicurezza, posizione di schienali e tavolini, assenza di oggetti di grosse dimensioni non bloccati), controllare che le dotazioni di bordo siano presenti ed efficienti, assistere chi ne ha bisogno. In genere, è una fase molto frenetica in cui, alle molte cose da fare, si aggiunge lo stress per i tempi. Ogni minuto perso può riflettersi negativamente sulla durata del volo e, in alcuni casi, sull’intero turno di servizio dell’aereo. Soprattutto negli aeroporti più grandi, anche un solo minuto di ritardo nel lasciare il gate, può significare la perdita dello “slot” di decollo assegnato dall’aeroporto alla compagnia aerea per quel determinato volo. Può capitare che passino anche 30 o 60 minuti prima che la torre di controllo trovi un buco libero per consentire la partenza, con ripercussioni negative su tutti i volli successivi assegnati in giornata a quell’aereo. Per i vettori low cost, quello descritto è uno degli scenari più minacciosi, poiché i tempi tra un volo e l’altro sono ridotti all’osso – anche 25 o 30 minuti nei casi limite – e un ritardo di 20 minuti la mattina a Londra può significare la cancellazione di un volo a Bologna nel tardo pomeriggio.

La risposta delle compagnie è di favorire l’imbarco in stiva dei bagagli destinati alla cabina, senza costi aggiuntivi per i viaggiatori. Al gate, prima dell’imbarco, un assistente di terra passa tra i passeggeri e chiede chi di loro sia disponibile a lasciare la valigia e a ritirarla all’arrivo. I bagagli vengono contrassegnati con una fascetta colorata e sistemati nella pancia dell’aereo.

Fino a qualche tempo fa, si scendeva dalla scaletta dell’aereo e si trovava un assistente pronto a riconsegnare i trolley. Ora, invece, anche queste valigie sono riconsegnate attraverso il sistema aeroportuale, il che comporta qualche scomodità e qualche rischio in più. I bagagli infatti vengono restituiti ai legittimi proprietari nell’area dedicata, dove ci sono i nastri e dove arrivano i bagagli di tutti i voli. I tempi, inevitabilmente si allungano di 15-20 minuti rispetto ad alzare la maniglia del trolley e scivolare fuori dall’aeroporto. Se avete un treno in coincidenza, un appuntamento o solo una gran fame, cedere alle insistenze della compagnia aerea per imbarcare il bagaglio a mano non è la scelta giusta.

Insistenze che sui voli pieni si trasformano in ordini prescrittivi con la motivazione pubblica più scontata, la sicurezza, quando in realtà è l’operatività del volo.

Può dunque risultare utile tenere a mente qualche piccola strategia per evitare il problema. In primo luogo, chi acquista l’imbarco prioritario o uno specifico posto a bordo pagando il relativo sovraprezzo si garantisce anche il diritto di portarsi in cabina il proprio bagaglio a mano. Se non avete acquistato un imbarco prioritario o un altro servizio equivalente, vi conviene segnalare di avere oggetti delicati o fragili, un’apparecchiatura elettronica, come un computer portatile o una macchina fotografica, ma di essere senza la custodia o borsa. In genere, il valore del dispositivo supera il rischio di danneggiamento o smarrimento che la compagnia è disposta a tollerare. Se poi viaggiate con bambini piccoli segnalate la presenza di pasti o altre cose strettamente necessarie al vostro piccolo come pannolini di ricambio, biberon o simili. Siate decisi e determinati nelle vostre affermazioni, fate capire che non sarà facile convincervi e al 90 per cento otterrete il risultato desiderato. L’ultima cosa che vogliono gli assistenti di terra è perdere tempo o accendere una discussione animata davanti a 150 o 200 altri passeggeri i quali potrebbero avere una reazione negativa verso la compagnia aerea e opporsi in blocco alle richieste di separarsi dal bagaglio a mano. La vostra fermezza, specie se educata e pronunciata a bassa voce, farà desistere l’addetto che passerà al passeggero successivo. Tuttavia, rimane per le compagnie aeree la necessità di trovare criteri oggettivi, magari combinata con l’opportunità di ottenere ricavi aggiuntivi. Lo ha scoperto Volotea che infatti dalla stagione estiva 2017 ha stabilito che i primi 75 bagagli a mano entrano in cabina, gli altri verranno messi obbligatoriamente in stiva. Una mossa che di fatto spingerà i passeggeri ad acquistare quei servizi che daranno diritto a rientrare tra i primi 75 viaggiatori a salire a bordo.

Infine, se proprio non riuscite a convincere il vostro interlocutore, ricordatevi di togliere dalla valigia gli oggetti di maggior valore, quelli fragili, i documenti e di farvi consegnare il talloncino di ricevuta che varrà come prova in caso di smarrimento o danneggiamento del vostro bagaglio.

 

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