Atterrare tutti i Boeing 737-MAX

  • On 10 Marzo 2019
Il luogo dello schianto del volo ET302
di Stefano Campolo

L’incidente aereo della Ethiopian Airlines che questa mattina ha causato la morte di 149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio solleva più di una perplessità sulla sicurezza del nuovo apparecchio della Boeing per il medio e corto raggio. Si tratta infatti del medesimo tipo di aereo coinvolto il 29 ottobre scorso nell’incidente della Lion Air poco dopo la partenza da Jakarta in cui morirono 189 persone. Anche in quel caso infatti si trattava di un Boeing 737-MAX nuovo di zecca (primo volo il 30 luglio del 2018 e consegna a Lion Air il 13 agosto dello stesso anno). Il velivolo di Ethiopian che stamattina si è schiantato alle 8.41 ora locale, sei minuti dopo il decollo dall’aeroporto di Addis Abeba diretto a Nairobi, in Kenia, aveva poco più di quattro mesi. Il primo volo lo aveva effettuato il 30 ottobre scorso e pochi giorni dopo era stato consegnato alla compagnia aerea etiope che lo aveva marcato ET-AVJ (la targa degli aerei) ed aveva il MSN (Manufacturer serial number, cioè il numero di serie dato dal costruttore) 62450.

Ancora ignote, ovviamente, le cause dell’incidente, del resto non sono ancora state chiarite neppure quelle del volo JT610 di Lion Air, quindi è ragionevole che ci vorrà un po’ di tempo perché i tecnici e gli esperti di sicurezza aera accertino cosa esattamente abbia determinato la caduta dell’aereo.

Di certo sappiamo che si tratta del secondo incidente fatale nel giro di pochi mesi accaduto a un aereo nuovo, con pochissime ore e cicli di volo, che entrambi gli incidenti sono avvenuti pochi minuti dopo il decollo e che in entrambi i casi l’aereo è esattamente lo stesso, un Boeing B737-MAX.

Su Twitter, in alcuni account frequentati da appassionati e specialisti del settore aereo, l’incidente ha avuto l’effetto di riversare su Boeing una valanga di richieste di chiarimenti, compresa la domanda di atterrare tutti i 374 Boeing 737-MAX attualmente in servizio.

Alcuni passeggeri, come Emily Rose, sono sinceramente spaventati e prevedono di modificare i propri piani di viaggio nelle prossime settimane

Il 737-MAX caduto stamani in Etiopia è la versione 8 della nuova famiglia di bireattori della Boeing. Può trasportare a seconda della configurazione tra i 162 e i 178 passeggeri e ha un’autonomia fino a 6.570 chilometri, quindi ideale per le rotte di medio raggio con domanda bassa. Il basso consumo di carburante rispetto alle versioni precedenti e i costi di manutenzione contenuti ne hanno fatto finora uno degli aerei di maggiore successo, almeno stando agli ordinativi.

L’aereo è infatti un bestseller della Boeing, è destinato a rimpiazzare la vecchia famiglia dei 737 New Generation e dall’avvio del programma di produzione nel 2011 ne sono stati ordinati complessivamente 5.011. Poiché il primo volo è avvenuto nel 2016 e la certificazione è dello stesso anno, i primi aerei di questo tipo sono in consegna da maggio 2017 e infatti Boeing ha ancora 4.699 ordini inevasi da un totale di 69 diverse compagnie aeree.

Ethiopian Airlines dal canto suo è senza dubbio la compagnia africana di maggiore successo. Membro della principale alleanza globale Star Alliance (di cui fanno parte il gruppo Lufthansa e la statunitense United), ha una flotta moderna di 101 aerei con un’età media di soli 5,4 anni per velivolo. La compagnia vanta standard di sicurezza internazionali. Nel 2010, tuttavia, ha perso un aereo, un B737-800 poco dopo il decollo da Beirut in una notte caratterizzata da forte maltempo. Nell’incidente morirono 90 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.

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