Anche in Francia la tassa sui viaggi in aereo

  • On 12 Luglio 2019
di Stefano Campolo

La Francia si aggiunge alla lista di Paesi in cui i viaggiatori in aereo sono penalizzati. Dal 2020 sarà applicata un’ecotassa da 1,50 euro a 18 euro su ogni biglietto aereo. L’annuncio è arrivato nello stesso giorno in cui Parigi, città dove nel 2015 è stata siglato l’accordo sul clima dell’Onu, ha dichiarato l’emergenza climatica. Ogni anno, secondo i conti del governo, dovrebbero entrare nelle casse statali 180 milioni di euro, destinati a finanziare infrastrutture di trasporti più ecologici, come quelli ferroviari. La tassa si applicherà ai voli in partenza dalla Francia, non a quelli in arrivo. Sarà di 1,50 euro per chi viaggerà in classe economica in viaggi domestici o intraeuropei, di 9 euro per gli stessi voli in classe business, di 3 euro per le tratte in economica con destinazione fuori dall’Ue, di 18 euro per le tratte extraeuropee in business. Saranno esclusi dall’ecotassa i voli in coincidenza e quelli con destinazione in Corsica e territori d’Oltremare, perché si tratta di zone che dipendono da questi trasporti per non rimanere isolate. La nuova tassa si applicherà a tutte le compagnie aeree, ha spiegato a Parigi la ministra dei Trasporti, Elisabeth Borne, dopo un Consiglio dove è stata discussa la transizione ecologica. L’ipotesi di una tassa sul cherosene era stata valutata, ma è invece stata rinviata per esser dibattuta “su scala europea”.

In Europa hanno già intrapreso iniziative simili Germania, Svezia e Paesi Bassi. In Germania una tassa aerea è entrata in vigore nel 2011 e si applica ai voli passeggeri in partenza dal territorio tedesco. Per le destinazioni negli stati membri dell’Ue, nei paesi candidati all’adesione all’Ue, nei membri dell’Associazione europea di libero scambio e nei paesi terzi all’interno della stessa distanza, la tassa è di 8 euro che salgono a 25 per destinazioni inferiori a seimila chilometri mentre si attesta a 42 euro per destinazioni più distanti.

Una tassa simile esiste in Svezia dall’aprile 2018, che si applica ai voli commerciali di oltre dieci passeggeri in partenza da un aeroporto svedese. La tariffa dipende anche dalla destinazione finale del volo. Se la destinazione è uno scalo dell’Unione, ogni passeggero viene tassato 6 euro, cifra più ch quadruplicata a 25 euro pertutte le altre destinazioni.

In Olanda il governo ha presentato a maggio scorso un progetto di legge che prevede l’introduzione dal 1° gennaio 2021 di una tassa di 7 euro su ogni biglietto aereo in partenza dal paese. La misura istituirebbe anche una tassa sul trasporto aereo delle merci fino a 3,85 euro per tonnellata di carico, con un’aliquota inferiore per aeromobili più silenziosi. L’esecutivo stima così di raccogliere circa 200 milioni di euro.

In Svizzera invece, il parlamento ha respinto l’ipotesi di una tassazione sui voli da introdurre nella legge sulla co2 approvata a dicembre dello scorso anno.

Da vari mesi, i viaggi in aereo sono nel mirino per l’alto tasso d’inquinamento e si sono moltiplicate le richieste di boicottaggio. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, le emissioni di co2 dell’aviazione superano di gran lunga quelle di altri mezzi di trasporto, con 285 grammi per passeggero/chilometro.

Iata, l’associazione internazionale delle compagnie aeree ha definito “fuorviante” l’iniziativa della Francia. “Dal 1990, le compagnie aeree hanno ridotto le emissioni di carbonio per passeggero del 50 per cento e dal 2020 pagheranno per compensare la crescita delle emissioni. Una tassa non aiuterà l’industria a investire in combustibili e tecnologie più puliti. Inoltre, danneggerà l’economia francese che beneficia di 100 miliardi di euro generati dall’aviazione. La mancanza di competitività dell’aviazione francese mette a rischio 500.000 nuovi posti di lavoro”.

Critiche sono arrivate al governo francese anche da Air France e Corsair, compagnie con basi principali in Francia e che quindi rischiano di essere molto penalizzate dalla nuova tassa.

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