AirBerlin al capolinea. Dopo Alitalia, altro insuccesso per Etihad

Aerei AirBerlin all’aeroporto di Tegel (Berlino)

di Stefano Campolo

Dopo Alitalia anche AirBerlin riserva un epilogo amaro a Etihad. La compagnia tedesca ha dichiarato lo stato di insolvenza il 15 agosto dopo perdite di bilancio sempre più ampie negli ultimi 4 anni. A nulla sono serviti i 250 milioni di euro investiti da Etihad in primavera, ultimo tentativo di salvare la compagnia tedesca. Ad agosto, di fronte alle nuove perdite, Abu Dhabi ha deciso di chiudere il rubinetto e alla dirigenza tedesca non è rimasto altro da fare che dichiarare l’incapacità di far fronte alle spese. Per il momento i voli saranno assicurati per 90 giorni grazie al prestito ponte di 150 milioni di euo deciso dal governo tedesco.

AirBerlin è uno dei tre vettori (gli altri sono Alitalia e Air Serbia) in cui Etihad ha investito direttamente entrando nel capitale sociale per estendere il proprio network a medio e corto raggio in Europa. L’operazione è andata meno bene del previsto. In tre anni Etihad ha mandato in fumo oltre due miliardi di euro per mantenere in piedi le due compagnie aeree.

Ora, dopo un iniziale interessamento di Lufthansa, che però violerebbe le regole europee sui monopoli e il ritiro dell’offerta di RyanAir, sembra essere interessata all’acquisto dell’intera compagnia la tedesca Condor, branca continentale del gruppo britanico Thomas Cook.

 

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