Aereo vietato ai minori

  • On 2 Settembre 2013
Bambini durante un volo
di Stefano Campolo

Vietato ai minori. E’ l’incubo ricorrente di ogni viaggiatore. Un bambino a bordo può fare tutta la differenza e trasformare la vacanza a lungo attesa in una rovina, pregiudicare un viaggio d’affari o, piu’ semplicemente ma non senza minori conseguenze, impedire il sonno su un volo a lungo raggio.

Le compagnie aeree sono ben consapevoli del problema e da anni hanno preso alcuni accorgimenti per contenere l’esuberanza e l’eccitazione dei bambini a bordo, dalle zone disegnate per i piu’ piccoli nei lounge all’imbarco prioritario, dai pasti dedicati alle decine di programmi di intrattenimento specifici per i piu’ piccoli come giochi, cartoni animati, serie tv e musica. Ma quello che sta succedendo in Asia e’ del tutto nuovo.

I neonati che urlano per i cambiamenti di pressione cosi’ come i bambini in eta’  prescolare che corrono impazziti lungo i corridoi sono particolarmente temuti dai viaggiatori di prima classe e business. Non a caso dal 2011 Malaysia Airlines ha avviato un programma che vieta l’accesso in prima classe ai bambini sui suoi B747 e dal 2012 sui due voli giornalieri tra Kuala Lumpur e Londra, operati con Airbus A380. La configurazione del ponte superiore dell’A380 di Malaysia e’ di 66 posti in classe business e 70 in economica; anche in questa zona si applica la restrizione ai bambini.

L’altro operatore malese sul lungo raggio, Air Asia X, ha introdotto a febbraio di quest’anno una zona dove i bambini sotto i 12 anni non sono ammessi. Si chiama ‘Quiet Zone’? ed e’ la parte anteriore della cabina di classe economica dei suoi A330, dalla fila 7 alla fila 14 per un totale di 63 posti divisi da paretine e da una zona lavabo rispetto al resto della classe economica. Non e’ previsto alcun costo aggiuntivo, ma come su tutti i voli del gruppo Air Asia, la scelta del posto ha un sovrapprezzo sul biglietto di 8 o 25 euro in base allo spazio desiderato.

Ora, un’altra compagnia asiatica ha varcato la soglia dei servizi ‘kids-free’?. Il 21 agosto Scoot ha annunciato l’introduzione di servizi di cabina dove i minori di 12 anni non saranno ammessi. La compagnia aerea, una low-cost controllata da Singapore Airlines, opera sul medio e lungo raggio. Dalla base di Singapore Changi la compagnia collega l’Australia (Gold Cost e Sydney), la Thaylandia (Bangkok) il Giappone (Tokyo Narita), la Corea del Sud (Seoul Incheon), Taiwan (Taipei) e la Cina (Nanjing, Tianjin, Shenyang e Qingdao). Sui suoi 5 Boeing B777, Scoot ha riservato le file dalla 21 alla 25 a un nuovo prodotto chiamato ‘Scootinsilence’?. L’area, situata subito dietro la business, si caratterizza dal colore giallo dei sedili. Oltre a non prevedere la presenza di bambini sotto i 12 anni, i posti offrono 10 centimetri in piu’ di spazio. La comodita’  di restare lontani dai bambini ha un sovraprezzo di 11 euro sul biglietto.

La presenza a bordo di bambini e’ da tempo origine di lamentele da parte dei viaggiatori. Talvolta però la semplice irritazione si può trasformare in rabbia con conseguenze al limite dell’imponderabile, come accaduto in Australia qualche anno fa. Secondo il Sydney Morning Herald che ha riportato la notizia, nel gennaio del 2009 la principale compagnia australiana, Qantas, e’ stata trascinata in tribunale da una cittadina americana per ‘non aver preso tutte le precauzioni necessarie a prevenire l’incidente poi avvenuto’?. Jean Barnard, questo il nome della turista, era salita ad Alice Springs su un volo interno diretto a Darwin. Accanto a lei, dall’altro lato del corridoio era seduto un bambino di 3 anni che improvvisamente si e’ sporto verso di lei e le ha urlato nell’orecchio tanto forte da farla sanguinare. La signora Barnard, accompagnata al locale ospedale di Alice Springs, ha dovuto interrompere il viaggio e ha dichiarato di essere diventata sorda. La disputa legale e’ proseguita per oltre un anno e mezzo prima di trovare un accordo extragiudiziale.

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